Via Istria 2/A - Notaresco
Resort: 085.895.333 - Spa: 371.366.88.60

La chiesa di Santa Maria di Propezzano Insieme con l’adiacente monastero fu parte dell’abbazia omonima appartenuta all’ordine dei padri benedettini.l cenobio si sviluppò nello stesso periodo in cui crebbero nella vallata teramana anche altri importanti abbazie come San Salvatore di Canzano e San Clemente al Vomano. Il nome “Propezzano” sembra si possa etimologicamente ricollegare a quello della Madonna Propiziatrice ai miseri, cui la chiesa è intitolata.

dove si trova?

L’edificazione della chiesa, secondo la tradizione, nasce dal miracolo dell’apparizione della Madonna avvenuto in questo luogo il 10 maggio 715.

Malgrado non siano state ritrovate fonti medioevali e lo smarrimento delle carte dell’abbazia, la narrazione dell’evento miracoloso è stata tramandata dalla lunga iscrizione quattrocentesca affrescata, e ancora oggi parzialmente leggibile sulle parti d’intonaco rimaste, nella porzione di muro sopra al portale d’ingresso, dipinta per volere del canonico atriano Andrea Cerone.

 

Il ricordo dell’evento è stato ulteriormente illustrato nei dipinti della fine del Quattrocento all’interno della chiesa e negli affreschi seicenteschi del chiostro dell’abbazia.

Apertura: lunedì-domenica a richiesta. Apertura/Chiusura annuale: sempre aperto
Condizioni di visita: ingresso a offerta

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Caratteristiche:

La costruzione attuale è romanica (forse del 1285), con lievi influssi ogivali. La facciata consta di un corpo di fabbrica mediano, concluso in alto da una cornice orizzontale in cotto ad archetti intrecciati; in basso, precede la chiesa un portico ad archi ogivali su tozze colonnine, sotto il quale è il portale con gli antichi battenti fasciati di ferro e, attorno, avanzi di affreschi della prima metà del ‘400. Il lato sinistro della facciata ha un bellissimo portale in pietra, detto Porta Santa (si apre solo il 10 maggio e il giorno dell’Ascensione), con ricco archivolto a pieno centro e con le colonnine esterne a doppio nodo, probabile opera di Raimondo di Poggio (primi anni del ‘300), mentre il lato destro è incorporato nella costruzione del convento; un po’ arretrata la torre campanaria, mutila nella parte superiore, da considerarsi un’aggiunta riferibile al sec. XV. Bello e grande l’interno basilicale a tre navate, divise da arcate a tutto sesto su pilastri quadrati con addossate mezze colonne; la parte presbiteriale è rialzata da gradini a metà dell’ultima campata; fungono da absidi le quinte campate, più alte delle precedenti e voltate fino dalle origini. Da ammirare diversi affreschi quattrocenteschi, una Madonna col Bambino in bassorilievo e, nell’annesso monastero (restaurato nel 1966-67) di quella che fu una ricchissima abbazia, il grande chiostro a pianta quadrata, con lunette affrescate dal pittore polacco Sebastiano Majeski (1660). Nel refettorio affreschi popolareschi della fine del ‘500